
Certo.In piazza ci vanno tanti bravi studenti,tanti bravi ragazzi.Ma ci vanno anche tanti teppisti un (bel) pò stronzi che vogliono "cambiare" (dicono loro) ma che nella realtà stanno con loro,stanno coi Baroni.E sono quelli che della riforma Gelmini,dei cassaintegrati,dei precari manco gliene sbatte un pò,Ma ci sono anche "loro".Ci sono tantissimi bravi "sbirri" in piazza,magari qualcuno un pò pesante di mano come pure si è visto in tv e su youtube.Ma intanto "loro" gli "sbirri" sono costretti a far barriera, per mille e duecento miserabili euro al mese; lo studente che tiene alla sua testolina – fosse di genio, fosse gonfia di segatura ma comunque devastata da furore teppistico – e paventa il rischio che un’eccessiva manganellata possa compromettere la nuova pettinatura un pò punk o l’imminente settimana bianca che sta per cominciare.
In quelle manifestazioni la gente,di quà e di là si gioca persino la vita, ma in modo diverso.Ci sono gli aggressori e gli aggrediti, e (quasi) sempre sono gli sbirri a prendere il primo colpo, il primo insulto. Perciò loro sanno benissimo cosa fare;stare fermi e magari farsi fregare la pistola o le manette come è successo a quella guardia di finanza.Ma gli "sbirri" sanno anche scrivere "a volte",Come ha fatto quel poliziotto che domenica scorsa ha scritto una lettera al Corriere della Sera.E lo "sbirro" dice: “io sbaglio… sono un uomo come tanti… e faccio il poliziotto…” Gli altri,invece,politici e studentelli che vanno a farsi belli con la loro intellettualità ad "Annozero", non sbagliano mai.Loro,i politici che fanno la voce grossa,che fanno demagogia, che dicono che le Forze dell'Ordine hanno massacrato i manifestanti e che è stata repressa una libera manifestazione.E loro gli studenti (che impedirono al Papa di parlare alla "Sapienza",loro no,loro non sbagliano mai (e ilragazzo che ha massacrato di botte con un casco un altro ragazzo?)
E allora mi va di ricordare Pasolini,perchè le cose che Pasolini disse nel '68 possono essere dette pari pari ai giorni nostri:
"Siete in ritardo, figli.
E non ha nessuna importanza se allora non eravate ancora nati...
Adesso i giornalisti di tutto il mondo (compresi
quelli delle televisioni)
vi leccano (come credo ancora si dica nel linguaggio
delle Università) il culo. Io no, amici.
Avete facce di figli di papà.
Buona razza non mente.
Avete lo stesso occhio cattivo.
Siete paurosi, incerti, disperati
(benissimo) ma sapete anche come essere
prepotenti, ricattatori e sicuri:
prerogative piccoloborghesi, amici.
Quando ieri (a Valle Giulia) avete fatto a botte
coi poliziotti,
io simpatizzavo coi poliziotti!
Perché i poliziotti sono figli di poveri.
Vengono da periferie, contadine o urbane che siano.
Quanto a me, conosco assai bene
il loro modo di esser stati bambini e ragazzi,
le preziose mille lire, il padre rimasto ragazzo anche lui,
a causa della miseria, che non dà autorità.
La madre incallita come un facchino, o tenera,
per qualche malattia, come un uccellino;
i tanti fratelli, la casupola
tra gli orti con la salvia rossa (in terreni
altrui, lottizzati); i bassi
sulle cloache; o gli appartamenti nei grandi
caseggiati popolari, ecc. ecc.
E poi, guardateli come li vestono: come pagliacci,
con quella stoffa ruvida che puzza di rancio
fureria e popolo. Peggio di tutto, naturalmente,
e lo stato psicologico cui sono ridotti
(per una quarantina di mille lire al mese):
senza più sorriso,
senza più amicizia col mondo,
separati,
esclusi (in una esclusione che non ha uguali);
umiliati dalla perdita della qualità di uomini
per quella di poliziotti (essere odiati fa odiare).
Hanno vent'anni, la vostra età, cari e care.
(............................).
Ma prendetevela contro la Magistratura, e vedrete!
I ragazzi poliziotti
che voi per sacro teppismo (di eletta tradizione
risorgimentale)
di figli di papà, avete bastonato,
appartengono ad altra classe sociale.
| inviato da
cle.luc il 20/12/2010 alle 21:39 | |